Numero 09 ABSTRACT

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In Filoforme - Abstract ITA

FILO FORME anno 4 n. 9

 

Presentazione

Filo Forme presenta in questo numero dedicato alla storia degli arazzi tre contributi molto diversi per impostazione e opere a cui sono dedicati. Una splendida serie di arazzi di Chinoiserie del Duca di Arenberg, tessuta a Bruxelles nel XVIII secolo, viene proposta da Koenraad Brosens dell’Università di Lovanio. Il gusto dell’epoca per questo particolare genere, ampiamente diffuso in tutte le arti decorative, trova in questo caso espressione in un’opera di grande effetto e qualità. Lo studio dedicato da Michela Scarazzolo alla raccolta di arazzi della Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro di Venezia ci fa invece conoscere una collezione interessante e ancora poco nota. Al recupero di un unico arazzo di manifattura fiorentina, tessuto per il conte Alfonso Gonzaga di Novellara, è dedicato invece il mio intervento. L’interesse in questo caso deriva dalla relativa rarità dell’identificazione di opere destinate alla clientela esterna alla corte medicea e dall’ipotesi di attribuzione del cartone a Giovanni Stradano (Jan Van der Straet).

Lucia Meoni

 

La serie di Chinoiserie del Duca di Arenberg tessuta a Bruxelles dall’arazziere Judocus de Vos
Koenraad Brosens (pag. 3)

Quattro arazzi di Chinoiserie siglati dall’arazziere di Bruxelles Judocus de Vos si trovano oggi al Seattle Art Museum. Appartenevano in origine al Duca di Arenberg, che nel 1717 aveva commissionato una serie di dodici pezzi, consegnata solo nel 1738. Insieme agli esemplari tessuti in Francia, Inghilterra e Germania, questi arazzi di Bruxelles offrono un’immagine vivace e significativa del gusto per le Chinoiserie diffuso nelle arti decorative del XVIII secolo.

La raccolta di arazzi della Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro di Venezia
Michela Scarazzolo (pag. 7)

La raccolta di arazzi della Ca’ d’Oro di Venezia si forma a partire dal nucleo acquisito dal barone Giorgio Franchetti, che nel 1916 donò allo Stato italiano il palazzo e le proprie collezioni. Nel pezzo più interessante è forse raffigurato un episodio della Storia di Ester. L’arazzo millefleurs mostra al centro uno stemma araldico riconducibile a Gabriel Miro. Nella Veduta prospettica di un colonnato è visibile un marchio affine a quello di Wilhelm Segers, mentre a Paul Saunders di Soho sembra da attribuire l’arazzo con Giunone, tessuto intorno al 1760. Proviene invece dal Duomo di Cividale l’Ingresso nell’Arca di Noè, che rimanda alla celebre serie del castello di Wawel a Cracovia. Sono invece stati acquistati dallo Stato i due arazzi di Bruxelles della seconda metà del Cinquecento che raffigurano Betsabea e Natan dinanzi a Davide, siglato dall’arazziere Jan de Buck, e Atalanta e Ippomene.

Un arazzo della “favola di Giasone” tessuto a Firenze per il conte Alfonso I Gonzaga di Novellara
Lucia Meoni (pag. 13)

Recuperato recentemente dal Comune di Novellara, questo arazzo di manifattura fiorentina raffigura un episodio di una serie di Giasone già appartenuta al patrimonio dell’antica contea. Rappresenta un esempio della produzione delle botteghe di Rost e Karcher per la clientela esterna, non legata alle commissioni della corte di Cosimo I de’ Medici. Particolare interesse riveste l’attribuzione del cartone a Giovanni Stradano (Jan Van der Straet). Si tratterebbe di una delle prime opere realizzate dal pittore per l’arazzeria medicea, tra le poche risalenti all’epoca degli atelier dei due maestri fiamminghi.

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