"La tecnica della pittura toscana del Rinascimento. Da Cennini a Vasari, da Masaccio al giovane Michelangelo"
"Il restauro dei manufatti in vetro"
Corso in presenza curato dal prof. Luca Becchetti Archivio Apostolico Vaticano – Laboratorio Sphragis
Lunedì 3 marzo 2025
| 14:00 – 17:00 |
Il corso si terrà presso l’Aula della Scuola di Paleografia, Diplomatica e Archivistica dell’Archivio Apostolico Vaticano Cortile Belvedere, ingresso via di Porta Angelica (S. Anna) Città del Vaticano, Roma
Per iscrizioni compila il form disponibile a fondo pagina.
100,00 euro (iva inclusa).
A tutti i partecipanti sarà rilasciato attestato di partecipazione e fattura.
Il seminario si propone di tracciare una panoramica storica sui sigilli d’oro, particolare tipo di fonte storica, espressa nelle forme più raffinate e nei contenuti diplomatici più solenni. A motivo dell’elevato prestigio che rivestiva questa prassi sfragistica, la realizzazione dei sigilli d’oro o crisobolle, era commissionata dai titolari ad artisti eminenti che creavano di volta in volta veri e propri capolavori di eccelsa fattura orafa; l’artista infatti non otteneva un sigillo semplicemente imprimendo una matrice nel metallo ma spesso lavorandolo a cesello singolarmente. Le impronte auree erano infatti apposte ai documenti di maggior importanza che promanavano dalle cancellerie sovrane più potenti.
L’excursus che sarà tracciato durante il corso verterà sugli aspetti materiali, tecnologici, iconografici, paleografici e diplomatici di questa particolare forma di sigilli, con particolare riferimento agli esemplari conservati all’Archivio Apostolico Vaticano, sede di custodia della collezione di sfragistica aurea più importante al mondo.
Il numero di sigilli d’oro, insieme a quelli più rari d’argento, conservati negli archivi o musei europei non supera le poche centinaia unità circa; la raccolta custodita nei depositi dell’Archivio Segreto Vaticano, rappresenta dunque un unicum nel panorama sfragistico mondiale, vista la quantità e la qualità degli esemplari che la compongono. Si tratta, infatti, di ottantuno pezzi, di cui sessantaquattro costruiti in lamina d’oro, quattro in oro massiccio, mentre i restanti tredici rappresentati da teche d’oro e argento che contengono impronte in cera. Un momento di particolare approfondimento riservato dunque a conservatori, archivisti, restauratori, storici dell’arte o semplici cultori della memoria storica figurata.