Q-Drink è un saggio che indaga la relazione tra frequenze, informazione e sistemi liquidi. Partendo da concetti fondamentali della fisica – oscillazione, energia, interazione – il libro sviluppa un percorso che attraversa la natura dinamica dell’acqua, il ruolo della configurazione nei sistemi complessi e le possibilità di misura attraverso tecniche sensibili. La ricerca si concentra sull’osservazione di liquidi sottoposti a stimoli frequenziali, evidenziando variazioni misurabili tra campioni trattati e non trattati.
Accanto ai dati strumentali, vengono considerate anche le differenze percepite a livello sensoriale. Uno degli sviluppi più significativi riguarda la sonorizzazione dei dati: le informazioni rilevate attraverso analisi biofotoniche e iperspettrali vengono convertite in segnali acustici. In questo modo, il comportamento del sistema liquido diventa percepibile attraverso il suono. Il gin, in particolare, mostra una risposta amplificata, rendendosi un caso emblematico di questa trasformazione.
Il libro non propone una teoria conclusa, ma costruisce un quadro di osservazione in cui materia, energia e informazione sono considerate come dimensioni integrate dello stesso sistema.
Sibyl von der Schunlenburg non ha mai considerato il mondo come qualcosa da accettare così come appare.
Nata sul Lago di Lugano, con una formazione in giurisprudenza e psicologia, ha attraversato tecnologia, impresa e scrittura con una costante: mettere in discussione ciò che appare ovvio. In QDrink applica questo sguardo a ciò che sembra più semplice – un liquido – trasformandolo in un sistema da osservare, ascoltare e, forse, reinterpretare.
Criminologa e Commendatore per il lavoro svolto nelle carceri, è abituata a studiare comportamenti complessi: a volte umani, a volte meno. Il passaggio al “comportamento” dei liquidi è stato, in fondo, meno azzardato di quanto sembri. Cambia il contesto, non il metodo: osservare, mettere in dubbio, verificare. Da anni esplora il rapporto tra cibo, percezione e relazione, convinta che chi assaggia non sia mai solo un consumatore, ma parte attiva dell’esperienza.
Perché, se anche il liquido nel nostro bicchiere può comunicare, la domanda non è cosa contiene… ma cosa stiamo davvero vivendo.
Agostino Sala, Chef, da anni si occupa di sperimentare nuovi prodotti, combinazioni e tecniche di trattamento delle materie prime per ottenere risultati sempre migliori. La sua cucina è un laboratorio di arte e artigianato, un luogo in cui si valutano elementi importanti dal punto di vista gastronomico come il colore, la forma, la consistenza e il sapore dei cibi. Ai suoi ospiti vuole offrire una esperienza multisensoriale e in questa ottica cura ogni aspetto che possa influire sul risultato finale, oggetto di studio della gastrofisica.
La ricerca dello chef denominata Quantum rende omaggio a una nuova visione della gastronomia introdotta dalle recenti scoperte scientifiche. Agostino Sala opera nel suo Ristorante Milano a Verbania sul Lago Maggiore.