Green chemistry nel restauro dei beni culturali
Principi, materiali e responsabilità progettuale
Nel restauro dei beni culturali, la disponibilità di materiali “green” è cresciuta in modo straordinario. Eppure la capacità di sceglierli in modo informato non ha seguito lo stesso ritmo. Il restauratore si trova oggi circondato da alternative, solventi bio-based, surfattanti naturali, chelanti biodegradabili, gel a basso impatto, ma raramente dispone degli strumenti concettuali per valutarle con spirito critico. Un solvente di origine vegetale è automaticamente più sicuro? Un prodotto biodegradabile è necessariamente meno impattante? Una formulazione a bassa emissione è sempre compatibile con un substrato storico?
Questo volume nasce per rispondere a queste domande o, meglio, per dare al lettore gli strumenti per rispondervi da solo, caso per caso. Frutto di oltre un decennio di ricerca sviluppata all’interno di YOCOCU APS, il manuale non è un catalogo di prodotti né un trattato sulle tecnologie green di frontiera. È un percorso attraverso i fondamenti chimici delle scelte operative: solubilità, tossicità, tensioattività, chelazione, ciclo di vita.
Ogni capitolo parte dai concetti necessari per capire, e arriva agli strumenti per decidere – con dati, non con etichette. Il filo conduttore è la distinzione tra pericolo e rischio, tra origine naturale e sicurezza, tra efficacia dichiarata e dato verificabile. “Verde” non è una categoria: è un’ipotesi da verificare. E verificarla richiede consapevolezza, della chimica dei materiali, del contesto applicativo, dell’impatto sull’intera catena, dall’operatore all’ambiente, dall’opera al suo destino nel tempo.
A cura di Andrea Macchia
Con contributi di Benedetta Paolino e Camilla Zaratti
Consulta l’Indice del volume

