Il volume Archeologia italiana in Libia. Il contributo dell’esperienza archeologica “D’oltremare” nel dibattito sul restauro negli anni Trenta. Il restauro-anastilosi del teatro di Sabratha è volto ad analizzare in che misura l’esperienza archeologica italiana in Libia, durante e tra le due guerre, sia in linea con le coeve istanze conservative e di restauro e quanto abbia contribuito a una maggiore definizione teorica e metodologica della disciplina, sullo sfondo della Conferenza di Atene del 1931.
Particolarmente rilevante si rivela, in tal senso, l’intervento di restauro-anastilosi del Teatro di Sabratha, uno dei più imponenti e complessi che siano stati condotti, oggetto sin da subito di un vivace dibattito che ha diviso la critica tra fautori e detrattori e che si impone ancora oggi per la complessità della esecuzione e la ricchezza delle competenze messe in campo, costituendo un valido precedente, al di là delle singole scelte progettuali, degli iter procedurali e delle prassi operative da adottare in un intervento di restauro-anastilosi.
Federica Comes, laureata nel 2008 in Architettura (4S) presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’, Specialista in Conservazione dei Beni Architettonici e del Paesaggio (2011 – Università degli Studi di Genova) e Dottore di ricerca nella medesima disciplina (2014 – Università degli Studi di Napoli), nel 2023 consegue la laurea magistrale in Archeologia e Storia dell’Arte (indirizzo Archeologia – LM02) presso l’Università degli Studi della Campania ‘L. Vanvitelli’ . Svolge la professione di architetto occupandosi prevalentemente di restauro di beni ecclesiastici e archeologici: tra il 2014 e il 2015 ha collaborato con l’Herculaneum Conservation Project, per la conservazione del sito archeologico di Ercolano (NA), promosso dal Packard Humanities Institute; tra il 2015 e il 2020 ha curato la progettazione e la direzione dei lavori di restauro e manutenzione nel Complesso Monumentale di Santa Maria delle Grazie a Milano (cui ha dedicato la pubblicazione della monografia Santa Maria delle Grazie a Milano. Lavori di restauro e manutenzione 2015-2020 edito da Il Prato); tra il 2021 e il 2024 ha collaborato con il Parco Archeologico di Ercolano in qualità di progettista e direttore dei lavori di restauro condotti all’interno del sito.
Alla passione per l’architettura e l’archeologia affianca, da sempre, quella per la musica, studiando pianoforte, diplomandosi in Canto Lirico nel 2013 e pubblicando due monografie sul rapporto tra le due discipline (Gli spazi dell’Architettura per la Musica. L’esperienza napoletana. Il Teatro San Carlo ed il Conservatorio di San Pietro a Majella e Architettura e Musica. Dall’antica Grecia al primo Novecento). Dal 2020 collabora con il Politecnico di Milano in supporto alla didattica nell’ambito di corsi inerenti al restauro e alla conservazione.