Barbara Cremaschi

Barbara Cremaschi

Nasce in Liguria in pieno baby boom, ma prestissimo si trasferisce in Veneto terra d’origine della famiglia. La passione per lo studio è talmente grande che quasi nemmeno si accorge di aver sbagliato indirizzo e persevera fino a laurearsi in Chimica Industriale, o forse guardando verso il faro dei grandi, inarrivabili, scrittori con cui condividere la matrice scientifica. Dopo quasi 20 anni di lavoro in un centro ricerca del petrolchimico di Porto Marghera, condividendo ansie, lotte e disillusioni di migliaia di lavoratori che si ritrovano piano piano a essere centinaia, trova impiego nel settore ambientale che la porta a conoscere nuove sfaccettature della regione in cui vive.

Ma quando un tarlo scava, non esiste legno che regga e, non soddisfatta da relazioni tecniche, articoli scientifici, liste della spesa, lettere diventate mail (con qualche nostalgica ricaduta), immersioni tra le pagine dei libri, si cimenta con la scrittura. Unisce alla passione per l’ambiente, quella per i viaggi, la musica e camminare, praticare lo yoga, nuotare, pedalare, leggere, leggere, leggere… caratteristiche che la rendono una gattara quasi perfetta.

 Le opere

L’autrice esordisce timidamente con la pubblicazione di racconti, alcuni dei quali premiati in concorsi di scrittura. Dall’incontro con il collettivo Norah Gelbe nascono due gialli “La ragazza bambola” (Il prato, 2017) tradotto in tedesco con il titolo “Das Puppenmädchen”, e “Un mare di luppolo” (Il prato, 2018) che vedono protagonista l’ispettore Hans Steiner, Der Code Knacker (il decifratore per i colleghi del Kriminalreferat di Salisburgo).  Sempre nel 2018 Il Prato pubblica la raccolta di racconti “Gotico VeneXiano” storie dark di donne che si ribellano agli abusi.

Cosa fa quest’intrusa in casa mia? Diario di resistenza gattesca” è un omaggio al mondo dei felini e della natura con uno sguardo ironico sul nostro vivere.

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