Dalla seconda metà del XII secolo, e per almeno un cinquantennio, a Clairvaux e in altri monasteri dell’Ordine cistercense fu redatto un ampio numero di collezioni di miracoli.
Tali fonti costituiscono un interessante punto di osservazione sul mondo monastico medievale e sugli scenari politici e culturali dell’Europa dei secoli XII e XIII, poiché in essi i Cistercensi registrarono aspetti della vita quotidiana, della liturgia, delle norme e delle consuetudini da loro seguite, con lo scopo di affermare e di trasmettere il proprio modus vivendi.
Al volgere del secolo XII l’Ordine cistercense affrontò difficoltà di natura politica, economica, culturale e spirituale.
La letteratura agiografica specchiò le istanze di un’epoca di profondi cambiamenti, ricomponendo ambizioni e tensioni nel quadro del carisma sovrannaturale del quale i monaci bianchi si proposero come i migliori interpreti.

