Intervista a Federico Focher, autore del saggio “Alla scoperta delle leggi della vita. Ritratti di Redi, Maupertuis, Trembley, Von Humboldt, Wallace, Mendel”

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Federico Focher

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Intervista all’autore del volume della collana I Centotalleri “Alla scoperta delle leggi della vita. Ritratti di Redi, Maupertuis, Trembley, Von Humboldt, Wallace, Mendel” (https://ilprato.com/libro/alla-scoperta-delle-leggi-della-vita/) .

Alla scoperta delle leggi della vita

Alla scoperta delle leggi della vita

Intervista all’Autore a cura di Marta Molinari

  • Perché la scelta di scrivere un libro su questo tema? Pensa che lo studio del pensiero biologico sia un argomento che necessita di essere approfondito e più divulgato?

Sicuramente. Attualmente i corsi di laurea in materie scientifiche danno alla storia della propria disciplina uno spazio pressoché́ nullo, quasi a intendere che lo studio delle idee che hanno portato alle conoscenze attuali abbia un’importanza del tutto marginale, che sia una pura curiosità, se non addirittura una perdita di tempo. In questo modo, purtroppo, le università formano soltanto dei giovani “addetti alla ricerca” dei semplici “tecnici”, non dei veri scienziati, consci del loro ruolo nello sviluppo della propria disciplina. Conoscere la storia delle idee scientifiche e i grandi uomini, spesso oggi dimenticati, che le hanno proposte e sostenute è anche una scuola di umiltà, e sicuramente affina lo spirito critico. Pertanto, convinto che nel cursus studiorum di ogni disciplina scientifica debba essere inclusa la storia delle idee e degli uomini che l’hanno forgiata, ho voluto presentare agli studenti di scienze biologiche, ma anche agli appassionati delle scienze della natura in generale, sei ritratti di scienziati poco noti che, cercando la verità̀, hanno fissato alcune pietre miliari della storia naturale.

  • E come mai lo studio del pensiero biologico è stato preso così poco in considerazione dai biologi e dai naturalisti fino a un’epoca relativamente recente?

Probabilmente a causa dell’inevitabile frattura tra sapere umanistico e sapere scientifico. Le rare volte che la storia del pensiero biologico è stata oggetto di interesse accademico o divulgativo, essa è stata argomento ad appannaggio quasi esclusivo di filosofi e di storici, senza purtroppo l’importante coinvolgimento dei biologi di professione. Ciò è senz’altro dovuto alla maggiore complessità e specificità dei problemi biologici oggi da risolvere, che richiedono ovviamente agli scienziati grande specializzazione e dedizione a tempo pieno. Forse fu Alexander von Humboldt, nella prima metà dell’800, l’ultimo scienziato che affrontò gli argomenti scientifici anche da un punto di vista storico, con intenti in parte divulgativi (si pensi alla sua ultima opera Kosmos). Recentemente però, qualche scienziato è tornato a farsi domande sulla storia e sulla filosofia della propria disciplina. Si pensi, per esempio, ai biologi Jacques Monod e François Jacob o agli zoologi Ernst Mayr e Stephen J. Gould. A dire il vero, è stata proprio la lettura delle opere storico-filosofiche di questi “scienziati-umanisti” che mi ha spinto a studiare e a far conoscere ad altri appassionati la vita e le idee di alcuni “antenati” del nostro “casato” scientifico.

  • C’è uno studioso che l’ha particolarmente colpita? Per quale motivo?

Diversi studiosi del passato hanno aspetti della loro vita molti interessanti. Ma se dovessi sceglierne uno direi Pierre-Louis Moreau de Maupertuis, matematico, filosofo e biologo ante litteram, che nella seconda metà del ‘700 ebbe intuizioni geniali che sembrano oggi prefigurare concetti genetici ed evolutivi. Fu presidente dell’Accademia delle Scienze di Berlino ai tempi di Federico il Grande ed ebbe un drammatico scontro con Voltaire. Insomma un personaggio “intrigante”, una figura emblematica dell’Europa dell’Ancien régime. Parlo anche di lui nel mio libro, e qualche anno fa ho curato la riedizione di due sue opere nella originale traduzione italiana settecentesca. C’è però anche un motivo molto particolare della mia predilezione per Maupertuis: è stata la sua entusiasmante scoperta, avvenuta quarant’anni fa quasi per caso leggendo un libro di François Jacob, che ha acceso in me la passione per studio dell’affascinante storia del pensiero biologico.

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