Dieci criteri per la progettazione paesaggistica

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Dieci criteri per la progettazione paesaggistica

Dieci criteri per la progettazione paesaggistica

Webinar curato dal docente Biagio Guccione

Date e orari

Venerdì 3 ottobre 2025

18:00 – 20:00

Modalità

Per iscrizioni compila il form disponibile a fondo pagina.

Costo d’iscrizione

30,00 euro (iva inclusa).

A tutti i partecipanti sarà rilasciato attestato di partecipazione e fattura.
Il numero massimo di allievi per il webinar è limitato a 50 persone.

Argomenti trattati

I temi principali della lezione si baseranno su questi 10 assi tematici:

  1.  IDENTITA’ (e l’ANALISI)
  2. STORIA e NATURA
  3. PAESAGGIO
  4. TECNICA
  5. QUALITA’
  6. MANUTENZIONE / SOSTITUZIONE
  7. RIQUALIFICAZIONE
  8. FUNZIONALITA’
  9. GERARCHIZZAZIONE
  10. SISTEMA

1. La base del successo di un progetto paesaggistico è la comprensione del paesaggio nel quale si interviene. I grandi maestri: Porcinai, Burle Marx, Jellicoe e Crowe ci hanno restituito capolavori in ogni luogo del mondo per questa loro capacità. La comprensione del genius loci non è solo intuitiva, ma ci sono basi scientifiche che ci consentono di capire dove operiamo e di conseguenza fare progetti di qualità. Questa possibilità ci viene dall’analisi paesaggistica che Mc Harg ha divulgato nel mondo.
2. Gli elementi basilari dell’analisi paesaggistica sono: la storia e la natura, ovviamente storia significa molte cose, come la natura coinvolge non solo la vegetazione.
3. Il rapporto con il paesaggio esistente determina la riuscita di ogni progetto, fare il paesaggista significa trasformare il paesaggio- che è sempre in divenire e non può essere mai congelato – rispettando le regole della natura e i segni sedimentati dalla storia.
4. In soccorso alle trasformazioni ci sorregge la tecnica, ma esiste una tecnica non ecologica che consuma troppe risorse e perciò anti ecologica (es. Bosco Verticale).
5. La qualità del progetto dipende dal rispetto delle regole che insistono nel paesaggio come già detto sopra, ma molto è affidato alla sensibilità ed alla cultura del progettista. Non dimenticare mai di PROGETTARE CON LA NATURA e non cercare scorciatoie.
6. La riuscita di un progetto paesaggistico è affidata alla manutenzione. Meglio pensarci prima: progetti semplici facili da gestire. La sostituzione degli alberi in città non è un crimine ma semplice manutenzione.
7. Fra i compiti dei paesaggisti in città troppo edificati e con troppe aree abbandonate è la riqualificazione urbana.
8. Il verde che progettiamo deve rispondere ai bisogni dei cittadini. È finita l’epoca – anche se sopravvive – del giardino del Principe, ora si progetta per il popolo, dunque funzionale alle persone ed alla città.
9. Il verde non è tutto uguale. Bisogna capire il ruolo differente di ogni area verde e produrre differenti progetti.
10. Il verde in citta non è solo parchi e giardini, deve essere un sistema unitario, dobbiamo avere la stessa ottica che usiamo per il traffico, dobbiamo interconnettere tutti gli spazi aperti della città, così solo la città vive!

 

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Mondo del Giardino